Pesaro e Urbino, terre da gustare

Le terre della provincia di Pesaro e Urbino,…sono terre che ha caratteristiche particolari,…un’unione armonica di diverse regioni,…oltre alle marche,..la romagna, con il suo mare e i suoi luoghi, la toscana con i suoi paesaggie le sue colline e infine l’umbria con i suoi boschi e la sua fauna. Un paesaggio straordinario a una storia comune, in cui l’uomo è stato centro del mondo e ne custodisce le bellezze come in uno scrigno.

Colline gentili, attraversate dalle antiche strade romane e i valichi rocciosi su cui si inerpicano rocche, castelli e palazzi ducali, per non parlare delle valli ricavate dal lungo e paziente lavoro dei fiumi che nutrono distese di boschi selvaggi e le pievi e i monasteri che vi sono immersi. Un luogo d’incanto sospeso tra presente e passato, il suo patrimonio di tradizioni, arte e cultura, i cui frutti vengono conservati e coltivati nel folklore, nei musei, nell’artigianato, nell’eno-gastronomia. Qui si svela un tesoro e un mistero di quiete e bellezza.


URBINO - LA CITTA IDEALE DEL RINASCIMENTO

Tutto il Montefeltro costituisce un dominio a sé, respira fra le Marche e la Romagna e perfino la sua lingua riflette questo doppio registro. Da una parte si avverte l’incipiente dolcezza marchigiana, dall’altra troviamo lo stile forte e netto dei romagnoli. Non è soltanto un’eccezione, perché il Montefeltro ha una sua verità, una sua autenticità e, come Urbino che lo rappresenta, è molto di più di una memoria storica” (Carlo Bo, “Parole sulla città dell’anima”, 1997).



ANTICHI FIGLI DI QUESTE TERRE

Il Montefeltro celebra tra i suoi figli, anche alcuni maestri dell’arte rinascimentale, come Raffaello Sanzio, uno tra i più grandi artisti di ogni tempo (che nacque a Urbino nel 1483 e dove può essere visitata la sua casa natale), o Donato Bramante, originario di Fermignano, o i fratelli Taddeo e Federico Zuccari da Sant’Angelo in Vado, pittori del secolo successivo.
Ebbero un legame più assiduo con le loro origini Federico Barocci, pittore i cui capolavori adornano del SS. Crocifisso di Urbania, Federico Brandani, decoratore che lavorò attivamente al Palazzo Ducale di Urbino, al Castello Brancaleoni di Piobbico, oltre che essere autore dello splendido presepe barocco presso l’Oratorio di S. Giuseppe, in Urbino, o Gaetano Lapis, pittore settecentesco di cui si conservano opere a Cagli (la sua città natale) e Cantiano.
Attorno a queste zone gravitarono anche, nei loro itinerari, Torquato Tasso (a Urbino, al Barco di Casteldurante e a Villa Isola, nei pressi di Fermignano), Ludovico Ariosto (anch’egli al Barco) e Leonardo Da Vinci (che a Urbino incontrò il Macchiavelli).


LUOGHI DA VIVERE

Le genti di queste terre hanno conservato intatto nei secoli il rispetto e l’ammirazione per il patrimonio naturale, di singolare bellezza, che le fa da cornice.
L’aspetto collinoso e tondeggiante dei terreni argillosi creano un bellissimo contrasto con improvvisi picchi calcarei, alture di arenaria dalle forme bizzarre, spesso ricchi di fossili marini, per l’ambiente a cui appartenevano milioni di anni fa.
Qui troviamo ancora la tipica fauna appenninica dei lupi, dei caprioli o dei più grandi daini e cervi, deglii cinghiali che arano il terreno alla ricerca di ghiande e tuberi, o si viene sorpresi dai cavalli liberi da briglie che furono introdotti sul Monte Catria fino alla creazione di una vera e propria razza autoctona.
Le chiome dei grandi alberi e le siepi spesso celano capinere, fringuelli, merli, pettirossi, picchi e vari tipi di cince, mentre negli spazi aperti si librano allodole, quaglie e upupe. Sono oltre 100 le specie di uccelli censiti, compresi i rapaci, dai più comuni, l’elegante poiana e il piccolo gheppio, fino all’aquila reale che nidifica stabilmente presso le pareti a strapiombo della Gola del Furlo e da qui scende a caccia verso la zona delle Cesane, sopra Urbino, ed oltre.