dio Attis FossombroneAbbazzia di San Vincenzo e Galleria del Furlo

L'EPOCA ROMANICA
NELLA PROVINCIA DI PESARO-URBINO

Arco Augusto Fano
Le Marche nascono come unità etnica e culturale nell'età del ferro, quando furono abitate per la loro interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno. Nel IV secolo il Piceno settentrionale venne invaso dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. Nel 295 a.C. Romani, Piceni, Lucani prevalsero contro Umbri, Etruschi, Sanniti nella storica battaglia di Sentinum, nelle vicinanze dell’attuale Sassoferrato.
Mura augustee Fano
Dopo la seconda metà del III sec. a.C. i Romani controllavano l’intera regione e a loro fianco apparivano i contingenti piceni ed Umbri in tutte le battaglie, comprese le guerre puniche dove si distinsero le coorti dei Camerti e dei Piceni.


Nel 207 a.C. , dopo l’importante battaglia del Metauro, dove le truppe romane sconfissero quelle Cartaginesi guidate da Asdrubale ( fratello di Annibale ), iniziò il processo di romanizzazione dei popoli abitanti le Marche.insediamenti romani Furlo

La divisione augustea si configurò con il Regio V ( Piceno ) comprendente parte dell’Abruzzo e il Regio VI ( Flaminia ) che andava dal Tevere fino all’Adriatico.Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia (che arrivava a Fano) e la Salaria (che arrivava a Porto d'Ascoli).Alla caduta di dell'Impero Romano d'Occidente le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre come il resto d'Italia, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il vecchio nome, "Piceno", si perde. Nell'alto Medioevo il territorio regionale acquista il nome di Marca di Ancona, nata dall'unificazione di varie marche, ossia "territori di confine" del Sacro Romano Impero. In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. Dopo lo scompiglio provocato dalle orde barbariche ( V sec. ), nel 568 si giunse ad un nuovo assetto territoriale con i Longobardi dominatori del Piceno e la restante parte dominata dai Bizantini.Mosaici Duomo Pesaro

Questi ultimi controllavano il loro territorio attraverso il ducato delle due pentapoli: la marittima ( Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona ) e l’annonaria ( Urbino, Fossombrone, Jesi, Cagli e Gubbio ) dipendenti dall’esarcato di Ravenna.

edificio romano TavernelleNella provincia di Pesaro-Urbino sono numerosi i resti d’epoca augustea e romanica:una domus composta da almeno dieci vani (alcuni conservano il pavimento a mosaico) lungo l'attuale Corso XI Settembredi Pesaro; l’Arco di Augusto, mura, statue e mosaici a Fano; una statio (cambio dei cavalli, stazione di posta)Ponte romano Cagli lungo la Flaminia a Tavernelle di Serrungarina; il parco archeologico di Forum Semproni in loc. S. Martino del Piano di Fossombrone; le strutture stradali romane ed un ponte a due fornici di età augustea detto "Ponte Grosso" a Pontericcioli di Cantiano, il ponte sul Burano a Cantiano; il ponte "Mallioa Cagli; la galleria del Furlo ed il viadotto sulla via Flaminia; l'abbazia romanica di San Vincenzo a poca distanza da Acqualagna; la città romana di Urvinum Metaurense di Urbino, etc... .La via Flaminia

La Via Flaminia è una via consolare romana che collega Roma a Rimini, oggi è classificata come strada statale SS 3 nel tratto tra Roma e Fano.

Attorno all'anno 220 a.C. il console Caio Flaminio diede inizio alla costruzione di una via consolare che collegasse Roma con l'Italia settentrionale, unificando e risistemando vari tratti preesistenti nei territori di Veio, Capena e Falerii (Civita Castellana).Galleria del Furlo

La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori da Augusto a Adriano. Nel Medioevo veniva chiamata anche Via Ravennana ed era adibita a ricollegare Roma con i domini della Chiesa che si trovavano nel Lazio, Umbria, Marche e Romagna.

Il percorso storico e archeologico della Via Flaminia, attraversa: Acqualagna – Gola del Furlo – Fossombrone – Fano

L’itinerario percorre l’antica via Consolare Flaminia con soste nei punti più importanti dell’area archelogica. Presso Acqualagna vi sono resti del viadotto di età augustea, situati presso una abbazia pre-romanica. Proseguendo si arriva nella Riserva Naturale della Gola del Furlo, il passaggio diventa suggestivo, pittoresco e selvaggio: nel profondo canyon formato dalle pareti delle montagne, scorre il Candigliano. Di notevole importanza dal punto di vista tecnico è la Galleria del Furlo, fatta scavare nel 76 d.C. dall'imperatore Vespasiano facendo scavare un traforo nella montagna nella omonima gola del Furlo, ed il ponte d'Augusto presso Narni.Domus Pesaro

Si prosegue per l’antica Forum Sempronii. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce una antica domus con impianto termale e un tratto della Via Consolare.

Si arriva a Fano a cui si accede attraverso la Porta di Augusto. Sono ancora ben visibili parte della cinta muraria romana. Da qui proseguiva per Pisaurum (l'odierna Pesaro) e in seguito nel 187 a.C. fu prolungata fino ad Ariminum (Rimini).
 
 


MUSEI ARCHEOLOGICI DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO

Il numero complessivo delle sedi è elevato in rapporto all'estensione della provincia; la maggior parte di essi (ad eccezione di quelli di Pesaro ed Urbino) contengono reperti provenienti dal territorio di riferimento

CANTIANO: contiene una sezione preistorica e protostorica (strumenti litici, frammenti di vasi, fibule e altri oggetti) e una sezione romana (iscrizioni, resti di edifici, ecc.)

CAGLI: recentemente inaugurato, contiene materiali già da tempo conservati nelle raccolte comunali (anfore, mattoni da costruzione, mosaico, testina femminile, ecc.)

ACQUALAGNA: sono esposti materiali provenienti da una villa scoperta nelle vicinanze della Flaminia, attrezzi agricoli, vasellame, utensili vari, strumenti in pietra per affilare strumenti da taglio, anfore e dolia , ecc.

FOSSOMBRONE: di antica fondazione (1901) è stato recentemente riordinato; contiene soprattutto materiali provenienti dalla romana Forum Sempronii ma anche quello relativo alle presenze nella valle metaurense dalla preistoria al neolitico

FANO: costituito alla fine del secolo scorso, contiene materiali di epoca picena, ceramica antica, il noto cippo graccano, mosaici pavimentali, una statua di Claudio, ecc.

PESARO: il primo nucleo del Museo Oliveriano si costituì nel XVIII secolo, la raccolta comprende reperti di epoca etrusca, greca, romana ed una notevole presenza di materiali di epoca picena di provenienza locale (due necropoli in località Novilara di Pesaro)

URBINO: il nucleo essenziale è costituito dalla raccolta di antiche iscrizioni già "musealizzate" nel XVIII secolo; la raccolta è ospitata all'interno del Palazzo Ducale