La Linea Gotica
La Linea gotica (in tedesco Gotenstellung) è il nome dato alla linea difensiva Pesaro-Apuania (oggi Massa-Carrara) lungo cui l'Asse intendeva arrestare l'avanzata alleata dopo lo sfondamento della Linea Gustav, nell'estate del 1944, durante la campagna d'Italia.
La linea tagliava in due la penisola italiana dalle alture a nord di Apuania a Pesaro e si estendeva per una lunghezza di 320 km e per una profondità (larghezza) che in alcuni punti raggiungeva i 30 km.
Era un sistema difensivo preparato dai tedeschi nel corso del 1944 costituita da una serie di difese fisse tracciate lungo i crinali dell'Appennino, costruita dai militari tedeschi e italiani a partire dal momento dello sbarco Alleato in Sicilia (9 luglio 1943) per fermare l’avanzata alleata nella pianura.
La linea difensiva si estendeva da VIAREGGIO fino a RIMINI. La direzione generale dei lavori per la fortificazione della Linea Gotica, per il settore MONTECCHIO SESTINO, si trovava a MACERATA FELTRIA.
La linea gotica non aveva l'imponenza di mezzi e uomini del Vallo atlantico o della Linea Maginot: il sistema sfruttava le caratteristiche morfologiche delle montagne e barriere costruite con massi, legname, cemento armato, fossati anticarro, campi minati, reticolati, trincee, ricoveri, bunker per l'artiglieria e per le mitragliatrici. Le zone maggiormente fortificate erano quelle costiere ed il settore a cavallo del passo della Futa (dove era stato costruito un fossato anticarro lungo 5 km).
Dall’agosto 1944 fino al 15 aprile 1945 gli alleati furono fermati lungo questa linea, anche perché la priorità strategica data alle operazioni belliche in Francia fece ristagnare la guerra sul fronte italiano, con conseguenze drammatiche per la popolazione.
È stato calcolato che vi furono circa 75.000 soldati dell'Asse (tedeschi, italiani della RSI, turkmeni, coscritti dell'Europa Orientale arruolati nella Wehrmacht) vittime dei combattimenti (tra morti, feriti e dispersi), mentre il tributo pagato dagli Alleati (americani, inglesi, indiani, sudafricani, neozelandesi, brasiliani, polacchi, italiani del
Regio Esercito, ebrei) fu di circa 65.000 uomini.
Ancora oggi lungo la linea gotica è facile vedere i segni delle fortificazioni e fare ritrovamenti di residuati bellici.
PESARO era un caposaldo importante e in vista di una resistenza prolungata anche all’interno del centro città che in effetti diventò un campo di battaglia, i tedeschi ordinarono fin da giugno lo sgombero totale della popolazione civile. L’attività partigiana lungo la Linea Gotica fu duplice, da un lato continuarono le azioni di guerriglia e sabotaggio delle fortificazioni, dall’altro si attivò una intensa opera di spionaggio e reperimento di informazioni relative alla planimetria della Linea Gotica mediante la stesura di mappe che indicavano i passaggi non minati. Tutte le informazioni venivano girate ai comandi alleati.
Il Museo Storico della Linea Gotica
E' il più importante museo della Seconda Guerra Mondiale della regione Marche, istituito nel 1992 dal Professor Giovanni Tiberi, allo scopo di documentare il passaggio del fronte nell'alto pesarese durante la Seconda Guerra Mondiale. Il museo custodisce la 'memoria storica' della battaglia della linea gotica avvenuta nel settembre del 1944 e si trova proprio su quella che fu la prima linea gotica.
L'ottava armata alleata attaccò alla fine del 1944 le difese predisposte dall'esercito
tedesco, lungo il fiume Foglia, meglio conosciute come Linea Gotica, riuscendo a sfondare in più punti. La Quarta divisione indiana occupò anche Casinina, che costituiva un immenso campo minato, mentre, sull'altura di Auditore, le truppe tedesche posero un'accanita resistenza. In due giorni caddero 2000 uomini, oltre le migliaia di vittime civili provocate dai bombardamenti e dai campi minati. Il museo racchiude nelle sue sale oltre 3000 reperti rinvenuti sui campi di battaglia e appartenuti agli opposti eserciti: dagli elmetti alle bombe, dalle divise militari delle truppe tedesche, inglesi e americane ai mezzi militari, come le jeep Willy e i camion Dodge, dalle mine anticarro tedesche alle maschere antigas. E' presente una rara collezione di divise e una originale documentazione fotografica degli eventi bellici. Il museo vanta un prezioso archivio storico con una rarissima collezione di giornali e documenti degli anni 1936/45 - 1945/60 e una videoteca e biblioteca storica a disposizione di insegnanti, studenti e appassionati, per ricerche storiche e tesi di laurea. Tutti gli anni nell'ultima domenica di Maggio, Casinina ospita la rievocazione storica della battaglia con la presenza di mezzi militari dell'epoca ed equipaggi in divisa.
APERTURA: tutti i giorni dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00 - Acc. disabili: Si Comune: AUDITORE Ubicazione: Casinina Indirizzo: Località Casinina Via Provinciale-Telefono: 0722 362170 Sito: http://www.montefeltro.net/